Il termometro delle emozioni al tempo del Covid

Le emozioni sono un argomento molto vasto; tanti sono gli studi condotti per capirne la natura e il valore che esse hanno per l’uomo.

A cosa servono le emozioni?
Le emozioni sono una reazione a un avvenimento e si manifestano attraverso una serie di cambiamenti fisici e psichici che influenzano i nostri pensieri e i nostri comportamenti. A livello etimologico, la parola ‘emozione’ vuol dire “muovere verso l’esterno” e, infatti, le emozioni sono la nostra risposta all’ambiente circostante.

Cosa abbiamo provato nel periodo di emergenza da Covid-19

Quante e quali sono state le emozioni che abbiamo provato durante la pandemia? Sicuramente molte e varie, da quelle a cui non abbiamo saputo dare un nome, a quelle più familiari, ma non per questo meno sconvolgenti.

Nel periodo del lockdown, Expert System, un’azienda italiana che si occupa di intelligenza artificiale, ha monitorato i sentimenti e le emozioni degli italiani. Attraverso un’attenta analisi dei testi sui social media, sono state estratte le emozioni più ricorrenti nelle diverse fasi della pandemia.

L’isolamento ha colpito i nostri bisogni fondamentali di contatto, appartenenza, sicurezza, socialità tanto da oscillare da un’anoressia sentimentale ad un sovraccarico emotivo. Le prime emozioni ad aver dominato sono senza dubbio paura e tristezza. Stare in casa, evitare situazioni collettive, uscire solo lo stretto necessario, chiusura delle attività. All’improvviso tutti e nello stesso momento abbiamo vissuto una condizione di trauma sociale, ritrovandoci a condividere un’emozione struggente, ovvero la paura dell’altro: il nemico virus, si celava negli sguardi, nelle strette di mano e negli abbracci delle persone care.

Il cambio di abitudini ha riguardato anche la sfera professionale. L’impossibilità di recarsi sul luogo di lavoro, ha richiesto di sviluppare velocemente sia competenze che un mindset digitale. Smarrimento, incertezza e preoccupazione, queste emozioni hanno accompagnato i giorni in cui la nostra casa, si è trasformata anche nello spazio in cui lavorare: call, webinar e distance meeting hanno sostituito gli incontri in presenza.

Anche adesso che siamo ufficialmente entrati nella new normality, abbiamo ridefinito gli spazi comuni, e stiamo rileggendo anche le modalità di lavoro. Speranza, mista a sorpresa con una sottile ansia per ciò che accadrà.

In questi giorni stiamo provando a ricostruire le relazioni, per mesi mediate dalla tecnologia, stiamo pensando a nuove modalità in cui rincontrare i nostri clienti, come far ri-partire le nostre attività, come far evolvere il business. Tanta voglia di ri-partire, tornare più forti di prima, ri-appropriarci della nostra libertà nel rispetto della sicurezza e della distanza ancora necessaria per tutelarci.