Leadership femminile: questione di doti

Hai mai pensato con attenzione a cosa caratterizzi davvero la Leadership femminile?

Fino a non molto tempo fa quando si parlava di Leadership, nell’immaginario collettivo ci si riferiva agli uomini e al potere e, più o meno esplicitamente, si invitava le donne a contenere la propria brama di potere, il che limitava le loro ambizioni e di conseguenza sabotava le carriere. I tempi per fortuna sono cambiati. Ciononostante, credo che una buona parte di noi donne risenta ancora di mancanza di fiducia in sé stesse, di insicurezze, del non sentirsi all’altezza. Allo stesso tempo sono convinta che ogni donna possa cambiare le sue convinzioni e avviare un dialogo interiore riguardo la propria capacità di avere successo e attivare così quegli schemi mentali e di comportamento potenzianti, basati sulla pletora di esperienze di successo che ciascuna di noi costantemente matura.

È ora di affrontare le nostre lotte interiori, spesso collegate al Work Life Balance, e anziché cercare di somigliare agli uomini, far emergere e mettere in risalto i benefici di una Leadership femminile: le nostre risorse e doti naturali possono essere una carta vincente negli ambienti di business di oggi.

A mano a mano che le donne hanno aumentato la loro presenza e la loro influenza nel mondo del lavoro, il mondo del business è cambiato a propria volta. Si è passati dall’era industriale a quella informatica in cui ha trovato sempre più spazio l’aspetto ”spirituale” del business. Nell’era industriale la concorrenza era sovrana e l’ambiente competitivo aveva creato la filosofia del “I win you lose”.
Oggi viviamo ambienti e climi più equilibrati, costruiti sulla collaborazione, sulle partnership, alleanze strategiche che alimentano la filosofia “I win you win” e in cui le parti cercano e trovano modi per creare un effetto leva sui punti forti reciproci a vantaggio della squadra, del cliente e della comunità. In questo ambiente così cooperativo le donne si trovano a loro agio e prospereranno sempre di più, perché “prendersi cura” è una loro naturale inclinazione.

Io credo fortemente che siamo davanti ad un punto di svolta e che sia arrivato il momento di svegliare le coscienze femminili e capire che il mondo ha bisogno di esempi, di guide, di leader efficaci e risolutive. In due parole, di leadership femminile. Noi abbiamo una meravigliosa responsabilità, quella di portare le nostre peculiarità negli ambienti professionali e privati, per renderli ancora più inclusivi, collaborativi e armoniosi.

Essere una leader oggi vuol dire sviluppare maggiormente le caratteristiche tipiche della Leadership femminile e sfruttare un insieme di capacità che non sono dettate solo da un fatto di genere, dall’essere una donna. Ci sono uomini che possiedono infatti tutte le caratteristiche della Leadership più femminile: ne sono ad esempio quei capi che sanno sviluppare un’empatia, che non è appannaggio di un genere soltanto. Al contrario, possiamo trovare donne con tailleur, tubino e tacchi ma non sempre dietro a quell’immagine si nascondono empatia, dolcezza o autorevolezza, o quelle doti che servono per gestire i collaboratori, per creare climi lavorativi stimolanti, accoglienti ed energetici.

Quello che negli ultimi 20 anni è successo e che nella mia esperienza di coach ho più volte riscontrato, è che non di rado le donne si sono trasformate in uomini, in maschi mancati. Nel cercare di imitare le loro peculiarità per sentirsi accettate, all’altezza e considerate senza pregiudizio hanno perso la loro personalità e hanno fallito nell’intento di distinguersi. Essere dolci non vuol dire perdere la Leadership, vuol dire saper costruire un ponte relazionale solido e sostenibile, un rapporto empatico con le persone, significa interessarsi a loro sinceramente. Se una Leader chiama un collaboratore per informarsi riguardo a questioni personali, non perde la propria Leadership, anzi! Sviluppa una parte più amorevole che la fa percepire molto più umana. La cosa fondamentale è che lei sappia cosa vuole dai suoi collaboratori, quali siano le cose importanti da ricevere da loro e quali sono quelle importanti che lei vuole dare.
Così si conquista più Leadership e  al contempo si dimostra di avere a cuore i collaboratori e saper essere gentili.

La Leadership oggi ha bisogno di forza e di gentilezza, di determinazione e di comprensione, di emozione e di esempio, di entusiasmo e direzione. Quasi tutte doti che una donna ha in sé e vive naturalmente nello svolgere i molteplici ruoli a cui è chiamata ogni giorno.

Sviluppare una Leadership femminile quindi vuol dire capacità di inclusione, aggregazione, unire i punti di forza di un uomo e quelli di una donna per farli diventare vincenti insieme, ben consapevoli che gli uni non escludono gli altri, ma creano ricchezza, forza e varietà.

E guai a confondere l’inclinazione alla gentilezza, all’empatia, all’amorevolezza con il non essere una Leader!
Queste caratteristiche le ho viste anche e forse più negli uomini che in quelle donne che cercano di scimmiottarli annullando totalmente le loro peculiarità. Oggi è fondamentale saper ascoltare, comprendere gli stati d’animo, capire il momento giusto per fare una richiesta, cogliere e interpretare le sfumature, gli atteggiamenti, pretendere nel giusto modo per stimolare e responsabilizzare. Bisogna saper comunicare, ascoltare e gestire le obiezioni accogliendole, non escludendole, considerandole e poi spiegando.
Bisogna essere in primis un esempio. Una delle chiavi di maggior successo infatti è l’intelligenza emotiva che combina competenze individuali e sociali che migliorano le performance lavorative, come l’orientamento ai risultati e le competenze comunicative.

Unita all’altro fattore fondamentale di una gestione al femminile, l’empatia, consente di evitare un approccio troppo freddo e quantitativo e mette al centro il riconoscimento dei bisogni dell’altro. Cosa significa questo in un’azienda? Riconoscere i bisogni specifici dei dipendenti e dei gruppi di lavoro e attivare le giuste leve motivazionali.

Solo così possiamo generare autorevolezza e carisma, massime espressioni di naturalezza sganciate dal giudizio altrui. È ora di esprimersi, di tirare fuori la nostra essenza per essere delle leader che sanno creare armonia nel “condurre” se stesse e gli altri verso gli obiettivi, e vivere costantemente uno stile di vita e di guida che non resiste gli ostacoli e le incertezze, ma li accoglie e li trasforma in opportunità grazie alle competenze, alle capacità e alle doti naturali.