E-commerce: come scegliere quello giusto

Scopri con noi come scegliere il modello più adatto alle tue esigenze

Hai deciso di cominciare a vendere i tuoi prodotti on-line per ampliare il tuo business. Vediamo insieme quali considerazioni fare per trovare il modello e-commerce (e di business) più adatto alla tua impresa

L’emergenza  Coronavirus ha accelerato i trend relativi al digitale. Sono sempre più i negozi che decidono di aprirsi al web e vendere i propri prodotti online. Secondo il consorzio Netcomm, il settore che crescerà di più nell’economia mondiale è proprio quello degli acquisti online: i numeri ipotizzati per il 2020 prevedono un aumento fino al +55%. Un’occasione per aprirsi a distribuzioni alternative anche per imprenditori che fino a questo momento non avevano minimamente considerato l’opzione. Ci sono però una serie di considerazioni da fare – prima di aprire un e-commerce -per schiarirsi le idee, evitare conti salati e brutte sorprese. 

Prima di buttarsi in mare occorre capire come nuotare

Molti negozi fisici affrontano la transizione all’online convinti di trovarci la terra promessa per le vendite. Non è così: è molto facile rischiare di sprofondare nell’anonimato dei milioni di e-commerce presenti sui motori di ricerca. Occorre perciò analizzare a dovere il mercato (possibilità di vendita) e la concorrenza, individuando una fetta, una nicchia alla quale puntare, un bisogno da soddisfare che possa fare emergere la nostra proposta di valore nel mare delle altre.
Parole chiave: differenziarci, nicchia. 

Considera i costi

Farsi prendere dall’entusiasmo di fronte ai numeri della crescita degli e-commerce è naturale. Non bisogna però perdere di vista il fatto che aprire un e-commerce vuol dire “investire” e ogni investimento comporta costi da ponderare attentamente. Non si tratta soltanto dello sviluppo: dopo il lancio infatti, subentrano i costi di gestione. Il primo costo da considerare quando si parla di e-commerce riguarda, naturalmente, le spedizioni. Ma ce ne sono altri che, se non adeguatamente considerati, potranno comportare una spesa inaspettata sul vostro budget: costi di CRM, manutenzione ordinaria, fatturazione e, dato che stiamo parlando di piattaforme online, investimenti in digital marketing. 

E-commerce o Marketplace? 

Ecco la prima grande decisione operativa: costruire da zero il proprio negozio digitale, o fare affidamento su un “centro commerciale” già strutturato?

Che differenza c’è tra un e-commerce e un marketplace?

L’e-commerce è uno store online che propone una sola azienda e una sola categoria di prodotto. I marketplace, invece, sono proprietà di terzi e raggruppano molti venditori che vendono i prodotti più disparati (ne sono un esempio Amazon, E-bay, Etsy, ecc). Ne esistono di diversi tipi: più orientati verso una categoria di prodotto, dedicati esclusivamente agli artigiani, ai viticoltori e così discorrendo.
Entrambi comportano vantaggi e svantaggi: gestire un e-commerce garantisce naturalmente più libertà e controllo creativo, ma comporta un investimento economico sia dal punto di vista dello sviluppo che della gestione. Al contrario, il marketplace è una piattaforma già solida e avviata, ma impone limiti, condizioni e – solitamente- percentuali sulle vendite ai commercianti che decidono di farne uso.